Canovaccio I: Dame impara a fare quack
Dame si alza alla mattina e pensa a quando tornerà a letto. Non ascolta e non sente nulla tranne il tic tac dell’orologio che avanza inesorabile fino alla sera. Sonno. Nero-nulla. In mezzo ascolta senza orecchio il bla bla della giornata. Se il genere fosse un principio essenziale, tutti gli uomini e tutte le donne dovrebbero condividere le stesse caratteristiche. Ovunque. Parlare di uomini e di donne è obsoleto. Roba da vecchi. Mica è mussulmana (ma è tradizionalista sui ruoli).
Pasta. Peccato non ci sia il pesto verde speranza. Invece è rosso sangue e puzza d’aglio. E’ colpa del testosterone (maledetto!!!) se l’aggressività, la competitività, la propensione alla guerra sono tratti stereotipati solitamente associati alla mascolinità? Fare la cacca in ufficio è riprovevole. Bisogna sempre pensarci prima o dopo. Ma è poi vero che le donne sono nervose quando hanno le mestruazioni? Forse si.
Vero è che il teatro dell’oppresso è capitale umano brasiliano. Lento movimento metropolitano di aliti. Frenata, discesa, accelera. Una sigaretta senza guanti che se no poi puzzano. Di fretta la vita è un teatro invisibile impossibile, andare in scena tutti i giorni, esserci senza identificarsi come evento teatrale. Quack…quack cosa darei per essere un’anatra. Così, gli spettatori sono veri partecipanti, reagiscono spontaneamente alla discussione. Quest’atto provoca.
…Ma quanta pazienza ci vuole per costruire la Torre di Babele pensa Dame attraverso il parco in tuttafretta, gli scarponi allacciati a metà, se no sudano i piedi. Poi li allaccia però. In area anglosassone esiste un campo accademico di ricerca interdisciplinare dedicato ai temi del genere, della politica sessuale e in particolare della mascolinità, secondo un approccio analitico. Ascolta la radio mentre qualcuno parla aumentando mentalmente il cerume. Questi interventi sono chiamati Men’s studies, sul calco dei più noti Women’s studies. La cosa interessante è che in queste indagini il termine “maschilità” comincia ad essere declinato al plurale. Noi, Voi, Essi e anche Loro, gli altri, quelli che bisogna sempre sentire.
L’inizio e la fine sono simultanei soprattutto in mancanza di un defibrillatore cardiaco o di una laurea in ingegneria.

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